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STORIA INDUSTRIALE DELLA MODA ITALIANA
Il decennio in cui la meccanizzazione incontrò il design italiano, moltiplicando volumi e visibilità mondiale.

L’analisi storica del fenomeno moda è finora passata soprattutto attraverso lo studio del costume, affrontato con approcci letterari, sociologici e semiotici, mentre rimane ancora esigua la ricerca dedicata alla storia dell’industria della moda, di recente oggetto d’interesse per gli storici dell’economia grazie al suo impatto sul tessuto produttivo nazionale. Negli anni ’50 e ’60 l’industria della confezione in Italia si è evoluta da un’artigianalità diffusa a un comparto industriale vero e proprio: le aziende di abbigliamento hanno introdotto macchinari specializzati, standardizzato processi di taglio e cucito e definito strutture organizzative orientate alla produzione in serie.
STRUMENTI, SKILL E STRATEGIE:
LA TRASFORMAZIONE TECNICA DEL SETTORE CONFEZIONE
Parallelamente sono emerse nuove figure tecniche – responsabili di stabilimento, programmatori di produzione, direttori qualità – e si sono intensificati gli investimenti in impianti capaci di integrare filiera tessile, confezione e logistica. Tra la metà degli anni ’60 e i primi anni ’70, grazie a strategie di integrazione verticale, le imprese hanno consolidato il controllo sui fornitori di tessuto e sulle reti distributive, riducendo i tempi di consegna e reagendo più rapidamente alle tendenze di mercato: questo modello ha reso possibile il successo del prêt-à-porter italiano in Europa e ha aperto la strada all’internazionalizzazione del Made in Italy.
Complesso industriale tessile a Biella negli anni ’20 del Novecento.
Scuola di tessitura a Schio, anni ’20: formazione pratica su telai manuali.
Anni 1940–1950 – Interno del reparto cucito di una fabbrica tessile lombarda.
Fashion Service
Via Principe Amedeo 133 A
70121 Bari  info@storiadellaconfezione.it
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